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09 LUG 10
Presentazione del libro 'Fuori luogo'

 
 

BabeleBlog
 
 
GREEN SOCIAL FESTIVAL 2010 - dal 12 al 19 febbraio
Da Bologna verso la nuova era della sostenibilità
 
People, planet, profit: proteggere l'uomo, sentire il pianeta, strutturare il sistema economico sul sociale. Questi i temi del Green Social Festival 2010, che si terrà a Bologna dal 12 al 19 febbraio 2010. Alla presenza del Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, con Bob Kennedy III, Nichi Vendola, Pierluigi Bersani e Don Luigi Ciotti il Green Social Festival si candida ad essere l'evento dell'anno sui temi dell'ambiente, del risparmio energetico e della sostenibilità, con un ricco calendario di eventi, incontri e spettacoli.
 

 
 
12 FEBBRAIO: M'ILLUMINO DI MENO
 
di Daniele Ara

Fa effetto pensare al successo di un appuntamento, M'Illumino di Meno, che solo qualche anno fa sembrava solo per alcuni fanatici di Caterpillar, trasmissione culto di Radio 2. Il miracolo della consapevolezza collettiva sul problema ambiental-energetico si ripete venerdì 12 febbraio e Bologna ne è sempre più protagonista.
Aumenta la consapevolezza dei cittadini, singoli e associati, e delle istituzioni, a partire da un comune di Bologna (un po' acciaccato) in prima linea. Ora, la consapevolezza deve diventare prassi politica.
 
 

 
 
CI ILLUMINIAMO DI MENO MA CONSUMIAMO DI PIU'
 

di Simone Spataro

Nel logorante dibattito  nucleare sì nucleare no, si inserisce la preziosa giornata di M'Illumino di Meno; preziosa, in quanto ci richiama ad un senso di responsabilità collettiva ed individuale su quello che rimane un problema aperto e annoso: conciliare lo sviluppo con un uso razionale delle risorse energetiche e la conservazione delle risorse ambientali. Nonostante la crisi del 2009 potesse essere l'occasione per riflettere sul nostro modello di sviluppo, per cambiare i nostri stili di vita, poco è stato fatto in termini di elaborazione di un nuovo pensiero e acquisizione della consapevolezza che non è più possibile mantenere lo stesso livello di consumo che abbiamo mantenuto fino ad ora come Paesi sviluppati.

 

 
 
IL FALLIMENTO (PROVVISORIO) DI COPENAGHEN
Le 5 domande del Washington Post
 
Goog night Moon. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite U.N. Ban Ki-Moon si è presentato stanco e provato alla conferenza stampa di fine vertice: 48 ore di fila senza dormire per raggiungere un accordo non vincolante. La Conferenza Onu sul clima ha 'preso nota' dei desiderata di Usa, Cina, India e Sudafrica mentre i piccoli paesi di dicono molto contrariati. Ban Ki-Moon ha assicurato: 'Lavoreremo da subito per rendere vincolante entro il 2010 l'accordo raggiunto a Copenaghen'. Secondo molti commentatori, tutto come previsto. Il Wahington Post si è posto a questo proposito cinque brevi e glaciali domande.

 

 
 
QUANTO DISTA COPENAGHEN DA BOLOGNA
Dal locale al globale e ritorno, con la guida dei nostri massimi esperti
 
scritto dalla redazione di Sottobosco.info per NewBo

Il vertice è in chiusura e noi tutti con il fiato sospeso per l'arrivo di Obama e la svolta che ci vorrebbe - oh! se ci vorrebbe - per decretare un successo e sconfessare un fallimento. Come spesso accade, le sorti di molti sono in mano ai pochi che hanno facoltà di decidere. Copenhagen sembra lontana. Arriva ovattato il suono delle proteste. Non molto più forti giungono le voci dei partecipanti al vertice, capi di Stato e di governo e superesperti. Possono sembrare remote le preoccupazioni sui ghiacci antartici pensate dal cuore dell'Emilia. Tra gli appennini e la pianura padana, che sconcerto dovrebbe provocare il destino dell'orso polare intrappolato sul suo blocco di ghiaccio alla deriva in mezzo all'oceano?

 

 
 
MONTEVEGLIO, LA PICCOLA COPENAGHEN
Rob Hopkins: “ È la prima città in transizione di tutta l’Europa continentale”
 

di Andrea Nelson Mauro

Qui non si parla solo di raccolta differenziata e risparmio energetico, e nemmeno dell'amministrazione che decide qualcosa che la cittadinanza esegue. Qui, a Monteveglio, si parla di forma mentis, del fatto che c'è un approccio diverso alla quotidianità, al rapporto con la natura. Qui qualcosa è cambiato tra la gente e l'ambiente. Dice Rob Hopkins: “Monteveglio è la prima città in transizione di tutta l'Europa continentale. Un paese dove si riducono i consumi, si condividono orti, terreni, sogni e futuro”. E Hopkins è il padre di questa “transizione”, un concetto preciso che punta all'evoluzione sostenibile delle comunità, facendo comprendere alla gente, al popolo tutto ciò che è necessario per la convivenza “pacifica” tra uomo e natura, con un approccio psicologico al cambiamento individuale e collettivo.

 

 
 
COPENAGHEN: ANCHE L’ITALIA PORTA IL SUO CONTRIBUTO (NEGATIVO)
 

di Stefano Spillare

Da pochi giorni ha preso il via il Vertice di Copenaghen, il meeting ONU che si propone, fondamentalmente, di aggiornare il famoso Trattato di Kyoto sul clima, portando la riduzione delle emissioni di CO2 al 50% entro il 2050, pena un aumento della temperatura globale superiore ai due gradi, limite stabilito come tollerabile dagli scienziati.
L’obiettivo più lungimirante era quello di sancire un altro vero e proprio trattato internazionale vincolante, anche se questa possibilità sembra già naufragata nelle parole di José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea, che ha ufficialmente dichiarato: “non ci sarà alcun trattato… alcuni dei nostri partners non sono preparati”.

 

 
 
BRIC OR TREAT?
Le posizioni e gli interessi dei Paesi emergenti al vertice di Copenhagen
 
di Matilde Madrid

A poche ore dall’atteso vertice di Copenhagen prosegue a ritmo serrato la delicata partita della eco diplomazia, che è riuscita nelle ultime due settimane a fare passi insperati anche solo un mese fa: passi necessari, ma non sufficienti. Infatti, nonostante il vertice si apra sotto congiunture internazionali irripetibili dal punto di vista politico, la percezione generale è che si arrivi alla sessione decisiva con ancora troppi e non trascurabili dettagli da definire e con la consapevolezza che alcuni paesi giocheranno la loro migliore carta solo in quella sede. Il risultato di questo arrivo al vertice con il fiato corto è la ormai evidente rinuncia all’impostazione europea di un Trattato legalmente vincolante sulla riduzione delle emissioni di CO2.
 

 
 
EMISSIONI CLIMALTERANTI, BOLOGNA METTE LA RETROMARCIA
Il piano energetico del Comune per rientrare nei parametri di Kyoto
 
di Cristiano Zecchi

In attesa degli sviluppi del vertice di Copenaghen, il Comune di Bologna è impegnato nella riduzione delle emissioni climalteranti del 7% rispetto al 1990, così come previsto dal Protocollo di Kyoto. Nel 2007, Palazzo D’Accursio ha realizzato il Piano energetico comunale (PEC) per incidere in maniera forte sulle emissioni inquinanti. Dal punto di vista della cosiddetta “energy saving”, a Bologna finora i risultati sono stati deludenti. Le emissioni climalteranti del Comune di Bologna dal 1990 al 2004 sono state in crescita senza né una inversione né una stabilizzazione. Tra il 1990 e il 2004 il totale dei consumi energetici bolognesi è aumentato del 19,6%, mentre il totale delle emissioni climalteranti è cresciuto del 18,4%. Rispetto all’aggiornamento del PEC del 1999, i dati degli ultimi anni dicono che tra il 1997 e il 2004 la crescita complessiva è stata del 9,4%.
 

 
 
PEDALANDO PER KYOTO
Ma anche per via delle Moline...
 
di Daniele Ara

Settembre impegnativo per la città di Bologna fra Sana, il Festiva delle Energie Rinnovabili e soprattutto Pedalando per Kyoto, due giorni dedicati alle tematiche ambientali, alla sostenibilità e ai consumi consapevoli, in occasione della Settimana europea della mobilità sostenibile (16-22 settembre), realizzata dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Comune di Bologna. C’è da essere contenti di queste iniziative che testimoniano quanto le tematiche ambientali siano centrali nella quotidianità di tutti. Però una domanda sorge spontanea: tante iniziative eppure la sensazione che la città non faccia nel suo insieme un salto di qualità sulla sostenibilità, perché?

 

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1° Forum NewBo: cercasi Sindaco per cultura e scienza

Con questo primo Forum, la redazione di NewBo inizia una propria indagine sulla città di Bologna attraverso le opinioni dei protagonisti della vita sociale e culturale. Lo scopo è quello di ripartire dall’analisi della realtà, da una riscoperta di quanto ci passa sotto gli occhi tutti i giorni alla ricerca di una nuova prospettiva. La nostra convinzione è che la politica locale non possieda oggi ricette pronte, ma solo stracotte. Paradigmi stanchi e spesso inutilizzabili. Non vogliamo cadere nel dibattito città al tramonto si o no, ma vorremmo al contrario passare direttamente alla costruzione di idee nuove animate dalla febbre del fare (come recita un documentario sulla Bologna anni ’50, in queste settimane nelle sale).