Agenda
09 LUG 10
Presentazione del libro 'Fuori luogo'

 
 

BabeleBlog
 
 
1° Forum NewBo: cercasi Sindaco per cultura e scienza
 

Con questo primo Forum, la redazione di NewBo inizia una propria indagine sulla città di Bologna attraverso le opinioni dei protagonisti della vita sociale e culturale. Lo scopo è quello di ripartire dall’analisi della realtà, da una riscoperta di quanto ci passa sotto gli occhi tutti i giorni alla ricerca di una nuova prospettiva. La nostra convinzione è che la politica locale non possieda oggi ricette pronte, ma solo stracotte. Paradigmi stanchi e spesso inutilizzabili. Non vogliamo cadere nel dibattito città al tramonto si o no, ma vorremmo al contrario passare direttamente alla costruzione di idee nuove animate dalla febbre del fare (come recita un documentario sulla Bologna anni ’50, in queste settimane nelle sale).

 

 
 
Se vengono meno i principi della democrazia
 
'Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità. Oggi non crediamo, come credevano i liberali, i democratici, i socialisti al principio del secolo, che la democrazia sia un cammino fatale. Io appartengo alla generazione che ha appreso dalla Resistenza europea qual somma di sofferenze sia stata necessaria per restituire l’Europa alla vita civile. La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme'.

Da Norberto Bobbio
'Se vengono meno i principi della democrazia
'
('Risorgimento', 1958)

 

 
 
100 PASSI
(e un pullman di Libera) VERSO IL 20 MARZO
 
La redazione di NewBo parteciperà alla XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, che quest’anno si celebra in Lombardia, a Milano, sabato 20 marzo 2010. Il giorno 19 si svolgerà un incontro tra i familiari delle vittime, mentre il 20 ci saranno la marcia conclusa dall'intervento di Don Ciotti e i seminari d'approfondimento. Il tema al centro di questa edizione sarà la dimensione finanziaria delle mafie. Troppo spesso, infatti, si licenzia il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero. La corruzione è oggi nuovamente a livelli altissimi, come sottolineato dalla Corte dei Conti, ed è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.
 

 
 
1° MARZO SCIOPERO MIGRANTI E NON SOLO
 
Gli immigrati in Italia sfiorano i sei milioni, di cui quattro e mezzo regolari. Dalla siderurgia all’agroalimentare, dalla ristorazione al lavoro di cura, al lavoro autonomo, essi contribuiscono a formare ben oltre il 10% del PIL italiano. Che cosa succederebbe se decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche milioni di italiani stanchi del razzismo? Queste sono le domande alla base del 1° marzo 2010, sciopero nazionale dei migranti: una giornata senza di noi. Un movimento dal basso, esploso tramite internet e ispirato al movimento francese La journée sans immigrés: 24h sans nou. Il fronte vasto e davvero variegato dei promotori si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Un movimento meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Il colore di riferimento del Primo marzo 2010 è il giallo, simbolo del cambiamento e della neutralità politica, un colore che sarà indossato da milioni di persone nella giornata dello sciopero con un braccialetto o un nastrino giallo come segno di riconoscimento. Anche NewBo ha deciso di promuovere questa giornata e di dedicarvi uno speciale con interviste e approfondimenti.
 

 
 
La bellezza e il grigiore
 

Per qualcuno di noi, le dimissioni del Sindaco Flavio Delbono sono state un atto dovuto. Un gesto di chiarezza che delinea uno spartiacque tra il grigiore e la bellezza della politica. Non ci possono essere dubbi sugli amministratori di centro-sinistra, perché i valori e le idee che essi vogliono rappresentare lo richiedono. I partiti e le amministrazioni governate dal centro-sinistra devono essere “case di vetro”. Dimettendosi, Delbono (che è innocente fino a sentenza contraria e al momento non ha ricevuto nemmeno un rinvio a giudizio) avrà modo di difendersi nelle sedi appropriate e ha evitato di trascinare Bologna, per troppo tempo, nell’ennesimo dramma politico giudiziario dell’inverno italiano. Il Sindaco cade dopo soli 7 mesi, ma la città rimane e con lei le questioni aperte.

Alle elezioni comunali 2009, la nostra redazione si èspressa a sostegno di Delbono e del suo programma. A lui abbiamo chiesto un impegno su temi importanti, che trattiamo spesso nei nostri speciali: cultura, diritti civili, crisi economica, ambiente. Ora si apre una fase inedita, nella quale un commissario inviato dal governo guiderà da solo la città, probabilmente fino al 2011 e con ampi poteri discrezionali.

 

 
 
Bologna contemporanea: la memoria del futuro
 

Europeizzare Bologna: questa la parola tanto osannata negli ultimi mesi. Chiss� cosa vuol dire in termini pratici europeizzare una citt� che nel 2000 � stata capitale della cultura con eccellenti risultati, e che da sempre rappresenta uno snodo fondamentale per la cultura nazionale e internazionale. Chiss� se europeizzare significa creare un cartellone unico per gli eventi teatrali ritenendolo prioritario, trascurando il resto. Chiss� se europeizzare significa incentrare le politiche culturali di una citt� sugli eventi estemporanei, che portano, in teoria, turismo senza lasciare alla citt� niente altro che guadagno economico.

La nostra citt� ospita ogni anno manifestazioni di grande portata, numerosi sono i festival nazionali e internazionali, quello del fumetto, del jazz, della storia� Nel solo mese di gennaio Bologna ospita rassegne di fama mondiale come il Netmage International Live Media festival, arrivato alla sua decima edizione, il Future Film Festival, giunto al dodicesimo anno, che rappresenta il pi� importante evento italiano dedicato all�animazione e agli effetti speciali, nonch� Arte Fiera. Quest�ultima apre in questi giorni i battenti della sua trentaquattresima edizione: tre giorni che dal padiglione fieristico decollano e sorvolano la citt� seguendo il progetto che dal 2005 l�ha coinvolta sempre pi� con mostre e installazioni d�arte contemporanea. E per chi non fosse sazio, sabato 30 e domenica 31 gennaio, Bologna si rivela offre l�occasione prezioso in di scoprire i suoi palazzi storici normalmente chiusi al pubblico.

 

 
 
IL VALORE DELLA MEMORIA
 
Il testo che qui pubblichiamo è parte di un´intervista rilasciata da Vittorio Foa alla redazione del mensile 'Una città', che l´ha raccolta in un dvd disponibile su richiesta (www.unacitta.it).

VITTORIO FOA - Quando è stata istituita la giornata della memoria (27 gennaio), al principio ho avuto qualche dubbio, più che per i rischi della retorica, per l´imposizione esercitata sui ragazzi di ricordare qualcosa a data fissa. Mi pareva una specie di compito scolastico che non corrispondeva al valore delle cose. Penso adesso che la giornata possa tradursi in un´occasione. Forse bisogna pensare al modo di avvicinarsi a questa memoria. Una domanda che mi pongo è come io viva il ricordo in un´epoca segnata dall´oblio. Il passaggio del tempo attenua fortemente il vigore delle immagini e sopravviene in qualche modo qualcos´altro. Talvolta l´oblio può sembrare un elemento provvidenziale. Si può pensare che certi conflitti umani e sociali possano essere superati soltanto attraverso l´oblio, attraverso cioè la dimenticanza di determinate cose. È un´osservazione che proviene da Renan, quando alla fine dell´Ottocento disse che la nazione francese è potuta nascere in quanto è stata dimenticata la Notte di San Bartolomeo e in quanto è stato possibile non contrapporre le vittime di San Bartolomeo alla monarchia francese. Altrimenti sarebbe stato impossibile. Questa domanda sull´oblio me la pongo, perché non c´è niente di male che si attenui il vigore di una memoria, la drammaticità di una memoria. Non è questo che mi preoccupa. La cosa che mi inquieta è un´altra, e cioè subentri la negazione dei fatti: questo è intollerabile, i fatti non possono essere annullati. Il secondo rischio è la banalizzazione dei fatti.
 

 
 
INNOVAZIONE PER L'EMILIA-ROMAGNA
 
‘Innovazione, innovazione, innovazione’ questo il messaggio prioritario per il futuro della Regione Emilia-Romagna e non solo. Dal punto di vista delle nuove generazoni sarebbe come ripetere con parole diverse il famoso ‘resistere, resistere, resistere’ e, forse, avrebbe il medesimo significato in un mondo in cui, senza cambiamenti strutturali, società ed economia paiono essere condannate ad un’età buia. Rompere le consuetudini e i conformismi, investire sulla sperimentazione e la ricerca, ecco, questi sono punti politici essenziali per un’agenda generazionale che ha sempre funzionato nella storia dell’uomo e che funzionerà ancora. Trasversalmente a tutti i settori della nostra società e a tutte le politiche, si sente un grande bisogno di guardare con occhi nuovi ai meccanismi e agli ingranaggi che fanno funzionare le cose, dalle nuove tecnologie alla cultura. La crisi economica e la minaccia del cambiamento climatico hanno imposto all’attenzione di tutti una simile esigenza (Volendoci guardare allo specchio,  gridano ancora di più in questa direzione tragedie civili come 'la cacciata dei Neri' da Rosarno in Calabria; un punto di domanda nelle nostre coscienze di italiani su cui torneremo presto). L’Italia da anni marcia a passo lento nell’economia e nella mobilità sociale, per cui è da molto che di innovazione si parla e si latita. Ora non è più rinviabile la necessità di rinnovare i modelli di sviluppo economico e questo pone temi enormi a chi si candida a governare le istituzioni, a chi guida imprese e o dirigere le università e i centri di ricerca.
 

 
 
ROSARNO: L'EUROPA CHE DOVEVAMO CONOSCERE
 
RaiNew24 >> I lavoratori extracomunitari stagionali si ribellano a Rosarno dopo che due di loro vengono feriti, la cittadinanza insorge, li vuole cacciare. Occupazione del municipio, blocchi stradali. Una rivolta che mette deboli contro deboli in un territorio controllato dalla mafia, dove il comune è stato sciolto per mafia. Qualcuno si chiede: perchè la cittadinanza di Rosarno non va in piazza contro la ‘ndrangheta invece di prendersela con gli stagionali? Il governo ora crea una task force. Rosarno è un caso patologico o anticipa uno scenario più ampio che potrebbe riguardare l’Italia? Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha acquisito informazioni sui gravi episodi di Rosarno e segue con attenzione l'evolversi della situazione. Anche allo scopo di discutere e affrontare i problemi che interessano la cittadinanza e' indispensabile fermare senza indugio ogni violenza'. E' quanto si legge in un comunicato della Presidenza della Repubblica.
Sito MSF >> 'Medici Senza Frontiere lavora con i migranti impegnati come lavoratori stagionali in Sud Italia dal 2003. In Calabria MSF è stata presente in occasione della raccolta degli agrumi negli ultimi anni e l’attuale progetto nella Piana di Gioia Tauro è stato avviato il 15 dicembre 2009. Le equipe di MSF, tramite una clinica mobile, forniscono assistenza sanitaria ai migranti che lavorano nei campi e si adoperano al fine di migliorare il loro accesso al servizio sanitario nazionale...
 

 
 
L'EUROPA CHE NON CONOSCIAMO
 

Era il 21 dicembre 1989, il dittatore Ceausescu detto il 'Genio dei Carpazi' (al potere dal 1965) raduna la folla sotto il suo palazzo per condannare la rivolta di Timisoara, avvenuta cinque giorni prima e repressa nel sangue (persero la vita 1.104 persone, 162 prima della caduta del dittatore ed altre 942 nei giorni a seguire). Quel giorno la situazione gli scappa di mano, la folla lo contesta apertamente, il popolo reagisce. Dopo qualche ora, una marea umana invade le strade di Bucarest dove, la sera prima, l'esercito romeno aveva aperto il fuoco uccidendo 48 persone e causando migliaia di feriti. I combattimenti in strada proseguirono la sera e la notte. All’alba, un nuovo corteo parte dal centro della città. Ceaucescu riunisce il suo gabinetto per decretare lo stato d’urgenza: ma è tardi, la folla incalza e il palazzo del regime viene occupato dai manifestanti. Il 22 dicembre le immagini-simbolo fanno il giro del mondo: è appena passato mezzogiorno quando il dittatore e sua moglie scappano in elicottero.

 

1° Forum NewBo: cercasi Sindaco per cultura e scienza

Con questo primo Forum, la redazione di NewBo inizia una propria indagine sulla città di Bologna attraverso le opinioni dei protagonisti della vita sociale e culturale. Lo scopo è quello di ripartire dall’analisi della realtà, da una riscoperta di quanto ci passa sotto gli occhi tutti i giorni alla ricerca di una nuova prospettiva. La nostra convinzione è che la politica locale non possieda oggi ricette pronte, ma solo stracotte. Paradigmi stanchi e spesso inutilizzabili. Non vogliamo cadere nel dibattito città al tramonto si o no, ma vorremmo al contrario passare direttamente alla costruzione di idee nuove animate dalla febbre del fare (come recita un documentario sulla Bologna anni ’50, in queste settimane nelle sale).